Senegal - SAO BERNARDO

PENSIAMO A CHI HA MENO DI NOI

Comitato São Bernardo onlus
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PROGETTI DEL COMITATO IN SENEGAL
Sintesi del progetto
ESSERE Donna
Empowerment femminile in Senegal
 
 
Progetto promosso da COSPE con i partners:
 
  • Comitato solidarietà per São Bernardo ODV
  • Fédération des Associations Féminines du Sénégal (FAFS)
  • Association Juristes Sénégalaises (AJS)
  • Région Médicale de Sedhiou – Ministère de la Santé et de l’Action sociale
  • Centro Salute Globale (CSG) - Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer
  • Cellule de Suivi Opérationnel des Programmes de Lutte contre la Pauvreté (CSO – PLCP) -
  • Ministère de la Femme, de la Famille et du Genre

Località di realizzazione: Senegal - Regione di Sédhiou, Dipartimenti di Sédhiou, Bounkiling e Goudomp
 
Durata: 3 anni a partire dal 1 novembre 2019
 
Descrizione dell’iniziativa: ESSERE Donna in Senegal è ancora una sfida, soprattutto nelle regioni rurali caratterizzate da una cultura patriarcale particolarmente ostile alla concessione di alcuni diritti alle donne, compreso quello della salute, e da servizi sanitari non sempre adeguati ed aggiornati. I principali problemi socio-sanitari rilevati nella Regione di Sédhiou sono mortalità materno-infantile, diffusione di malattie trasmissibili e non, matrimoni precoci, violenze.
Le donne hanno spesso numerosi parti, piuttosto ravvicinati tra loro, che espongono la donna a problemi e rischi per la loro salute.
Durante e dopo la gravidanza le visite pre e post-natali sono irregolari e lo stesso parto è spesso eseguito in casa, senza assistenza sanitaria adeguata. Andando ad analizzare le determinanti culturali, si scopre che nella cultura Mandinga, maggioritaria nella regione, il parto viene nascosto fino a fase avanzata per paura di influssi negativi e che il parto in ospedale è segno di debolezza.
Per quanto riguarda le determinanti economiche, si continua a rilevare difficoltà a sostenere le spese mediche nonché i costi per raggiungere le strutture stesse, in mancanza anche di un sistema generalizzato di copertura assicurativa sanitaria e di un servizio sanitario pubblico di qualità. Sédhiou è una delle regioni più povere del paese e si estende tra l’enclave del Gambia e la Guinea Bissau. Creata nel 2008, non dispone ancora dell’insieme delle strutture e servizi sanitari previsti a livello regionale. Inoltre, il ruolo e contributo delle autorità locali come definito dal processo di decentralizzazione (tra cui gestione e manutenzione delle strutture) non sembra ancora completamente applicato.
Sul piano del sistema sanitario e della governance, esiste un deficit sia d’infrastrutture, attrezzature e personale qualificato notevole rispetto alle norme nazionali e dell’OMS. Il personale medico non è numericamente sufficiente e alcune qualifiche non sono disponibili. Il deficit riguarda principalmente i profili specializzati, soprattutto in ambito pediatrico e ginecologico.
Il sistema sanitario ha enorme difficoltà ad attirare a Sédhiou personale qualificato a causa dell’isolamento della Regione, delle deboli opportunità economiche non sufficientemente bilanciate da incentivi retributivi e della mancanza di attrezzature che rende impossibile l’espletazione di alcune prestazioni. Allo stesso modo, il sistema di approvvigionamento in medicinali non ha raggiungo ancora un’efficacia soddisfacente nonostante esistano delle misure sociali per la gratuità delle cure. In questo complesso quadro, un servizio alternativo è quello fornito dai guaritori tradizionali che hanno il vantaggio di essere disponibili a prossimità, accessibili a minor costo e culturalmente accettabili.
Il tutto in un quadro che vede una debole partecipazione della donna ai processi decisionali e mancanza di autonomia sulla gestione di risorse economiche da destinare alla salute. Cambiare questa geometria attraverso mirate azioni di negoziazione e advocacy permette alle donne di essere protagoniste delle scelte che le riguardano e migliorare la propria salute.   
Dagli elementi raccolti nel need assessment, è emersa una forte interrelazione tra le diverse cause alla base dei problemi identificati ed è quindi evidente che bisogna intervenire su più fronti.
In tal senso, il progetto contribuisce al miglioramento della salute delle donne (obiettivo generale) aumentando l'esercizio dei diritti legati alla salute delle donne nelle tre località target utilizzando la metodologia partecipativa dei “gruppi risorsa” che mette al centro dell’azione la donna, il cui benessere, specialmente fisico, rappresenta il focus dell’intervento.
Grazie a questa metodologia si creano alleanze tra le donne e tra quest’ultime e le comunità e le istituzioni che permettono una migliore risoluzione dei problemi, cui si associa accompagnamento tecnico specializzato.
SINTESI  DEI  PROGETTI  REALIZZATI IN CASAMANCE SENEGAL  NEGLI ULTIMI ANNI E PROGRAMMAZIONE FUTURA FINO AL 2020

     Dal 2002 sosteniamo in collaborazione con l’ ONG Cospe e la Regione Emilia Romagna,   progetti in Africa, precisamente nella regione della Casamance a sud del Senegal
 
Il progetto  lanciato in maggio 2016,” AFNut ( Action Féminine pour la nutrition)”, dopo un periodo preparatorio  ha concluso   il suo secondo anno di esecuzione sul territorio a fianco delle delle donne del dipartimento di Kendougou. Ne hanno beneficiato 300 donne “risorsa” formate in sistemi di produzione agroecologica e nelle tecniche di trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli. Le donne risorsa hanno coinvolto 3000 madri di famiglia, 500 produttori dei quali il 75% donne e toccato 30 villaggi. Valutiamo che 100.000 persone abbiano beneficiato indirettamente dell’impatto del progetto.  I risultati ottenuti in questo periodo e le pietre miliari posate hanno permesso e permetteranno di arrivare ad un ulteriore miglioramento delle pratiche d’igiene, di alimentazione e di nutrizione portando un cambiamento nelle famiglie e nelle comunità.
 
     Nel 2019  continueremo a sostenere il progetto “Azione femminile per la nutrizione AFNUT” CON IL MACRO OBIETTIVO “ PORRE FINE ALLA FAME, RAGGIUNGERE LA SICUREZZA ALIMENTARE, MIGLIORARE LA NUTRIZIONE E PROMUOVERE UN’AGRICOLTURA SOSTENIBILE.
Il progetto è stato approvato e cofinanziato dalla regione EMILIA ROMAGNA.
"L'altra metà del mare"

L’altro progetto “L’altra metà del mare” conclusosi lo scorso anno, era rivolto alle donne trasformatrici di pesce nella comunità di Kafountine attraverso un percorso di alfabetizzazione di 144 ore di  lezioni al mese secondo il calendario lunare, che influisce sulla presenza di pesce e quindi sulla possibilità per le donne  di acquisire competenze tecniche e di gestione collegate con l’attività di trasformazione. Parallelamente è prevista una formazione tecnica e manutenzione delle attrezzature installate e una formazione finanziaria. Il progetto prevedeva anche un accompagnamento ed un monitoraggio per la messa in opera di un fondo di tesoreria e una formazione in tecniche di marcketing.
 
Per migliorare qualitativamente e quantitativamente la capacità di produzione attraverso tecniche  ecologicamente sostenibili, è stata prevista la costruzione di un magazzino di stoccaggio, l’elettrificazione del sito e la fornitura di piccole attrezzature.
 
Gli operatori in loco  del Cospe , nostro partner , ci hanno comunicato che le attività di costruzione ed elettrificazione del sito hanno risentito dei tagli del budget sul progetto ed i lavori hanno subito un forte rallentamento . Grazie al cofinanziamento del nostro Comitato è stato possibile recuperare parte del budget necessario per completare la struttura. Ne siamo fieri! Quest’attività lavorativa per le donne si tradurrà in un miglioramento della vita di numerosissime famiglie e soprattutto dei bambini.
Comitato São Bernardo odv
VIA EMILIA, 69- 400261MOLA lBOl • TEL/FAX. 0542 27129 - P.IVA e C.F 01533251201
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